Mantenere l’armonia nella differenza come un’orchestra è il mestiere di vivere defatigante nel suo esercizio quotidiano sebbene sia la vera sfida, la mia responsabilita'. Una dialettica tra poli dentro di me ma anche con quello che è fuori.. Sapendo che non sara' mai abbastanza quello che potrò fare, spaziare senza perdere di vista il nucleo, in ordine sparso seguendo un filo. Forse il mio filo si chiama parola, che conosce, insegue la notizia; comunica; costruisce; parole d’impegno e parole d’amore. La parola è il filo conduttore perché si apre rispetto al pensiero alla dualita', diventando condivisione, partecipazione, emozione…con la vita al centro di tutto. La vita è un gioco da gustare, un progetto da coltivare.